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Due termini apparentemente sinonimi, occupano la ribalta della comunicazione quando si tratta del tema, mente e spirito: amor proprio e autostima.
Su un tema fondamentale per la nostra persona è bene non lasciare spazi all'ambiguità.

1° L'amor proprio e l'autostima non sono affatto sinonimi.
2° Quasi per paradosso più che ritenerli simili, AP e AS, sarebbe corretto ritenerli opposti.
3° Il termine autostima è assolutamente sopravvalutato.
4° Il concetto di amor proprio troppo trascurato.

Cominciamo in ordine di "frequenza", intesa proprio come ripetizione fortuita o prestabilita, dell'utilizzo del termine:

-  Autostima: dall'etimologia si trae chiaramente il senso del termine: STIMA valutazione e giudizio AUTO valutazione che si da a se stessi.
- Amor proprio:  l'amore, scaturito dalla somma di emozioni quali fiducia e affetto intenso, verso se stessi. 

Analizziamo le ambiguità che riguardano i due termini: 

- autostima di fatto è un giudizio che dovrebbe essere autonomo, ma essendo appunto una propensione al giudizio, scopre il fianco al giudizio altrui su noi stessi; quindi l'autostima non è mai una valutazione schiva dal "peso" e "influenza" del giudizio che gli altri hanno di noi , pertanto è proprio il suffisso "AUTO" l'aspetto fragile e ambiguo del termine. Troppo spesso, dovremmo dare al termine autostima,  un significato oltre che di "auto giudizio" di "altrui giudizio su di me". 
- l'amor proprio è un termine che si pensa unito e si scrive staccato; quando uniamo  la parola amore e proprio, l'associamo spesso al "non rimanere indietro agli altri", al competere, al non essere lesi dal giudizio, attaccati nel proprio a.p., ecc. Se ci sforziamo di tenere staccato il termine AMORE  da PROPRIO, è immediata la "disambiguazione" ossia, la corretta precisazione del significato. Cosa ancora più IMPORTANTE è che nel linguaggio le parole hanno un valore e un significato; nel nostro idioma non esiste una parola che rappresenti, nella cura di se stessi "amarsi", questo  direi rappresenti un aspetto di rilievo.
Per esprimere questo concetto fondamentale per la nostra mente dobbiamo ricorrere quasi ad una frase: AMORE DI SE.
Prima di procedere, pertanto propongo al mio correttore automatico di accettare una nuova parola AMORPROPRIO, senza spazio tra i termini. L'idea del giudizio mi ha sempre infastidito, spesso non mi trovo in un contesto chiaro ed esauriente da valutare, pertanto giudicare è un'azione con un margine di errore che non sono disposto ad accettare, giudicare per me rappresenta sempre un rischio e questo allerta i ricettori della paura di perdere il controllo, pertanto PERSONALMENTE, non giudicare non è un atto di solidarietà ma una necessità. L'attitudine al non giudizio è più efficace e performante rispetto alla gestione delle proprie energie. Questo vale per il giudizio degli altri e ancor più per il giudizio verso se stessi. Esercitare la COMPRENSIONE con l'utilizzo della DOMANDA è di SICURO più efficace.
Meglio che VALUTARE se stessi e gli altri è AMARE. Per analogia, nell'ambito intimo e personale, meglio dell'autostima "E' L'AMORPROPRIO" ! Dare valore a se stessi più che agli altri, con sano "egoismo" è l'atto di maggiore ALTRUISMO che si possa esprimere.

Risultato del derby "casalingo", vince l'amorproprio: AMORPROPRIO 3 AUTOSTIMA 0.


Articolo di Marco Repetto

Coach dell'Architettura Personale

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