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Articolo di Massimo Catalucci

In Italia, nei prossimi tre anni, oltre 8.000.000 di Italiani faranno accesso a corsi di Formazione Personale e Professionale.

“Formarsi per Non Fermarsi“. Questo è il “mantra” che ognuno di noi ha iniziato a recitare a Se stesso con più insistenza e a mettere in pratica in un’epoca dove le conoscenze e le competenze, devono essere continuamente alimentate per trovare soluzioni ottimali a problemi di diversa natura che la vita ci pone davanti, quotidianamente, sia nel privato che nel sociale, in ambito lavorativo e professionale.

Si sta sviluppando nella società l’esigenza di accrescere le nostre conoscenze e competenze personali e professionali, al di là dei ruoli e mansioni che svolgiamo in qualità di genitori, partner, studenti, liberi professionisti, politici, insegnanti, commercianti, artigiani, imprenditori, sportivi, ecc. ecc., perché si sta consapevolizzando la necessità di essere competitivi nella società moderna, dove i ritmi di vita e i riferimenti riguardanti la sfera sociale, culturale e professionale delle persone, sono cambiati, nettamente, rispetto a 50/60 anni fa.

Diventa fondamentale, quindi, per ognuno di noi, considerare la formazione permanente uno strumento indispensabile che dovrà accompagnarci per tutto l’arco della nostra vita (Lifelong Learning). Oggi, non è più sufficiente, solo formarsi in un corso iniziale, dove si acquisiscono conosce e competenze qualificate (certificate) per svolgere un determinato tipo di attività. 

Bensì, quando si parla di Formazione Permanente (Lifelong Learning), proprio in rispetto dei ritmi veloci con i quali il mondo che ci circonda, cambia velocemente, si intende, mantenere, costanti nel tempo e sempre aggiornate, le proprie abilità (skills) necessarie per eccellere in ogni situazione: sia essa privata ed intima, che pubblica.

Non a caso, a conferma di quanto qui descritto, qualche giorno fa nelle pagine di un autorevole giornale di economia, “Il Sole 24 Ore“, a firma della giornalista Valeria Sforzini, è stato pubblicato un articolo che metteva in risalto l’alto contributo che la Formazione Permanente garantisce in termini di sviluppo personale e di conseguenza, economico e aziendale, nel mercato del lavoro: ogni euro investito nella formazione, aumenta il valore fino a tre volte (clicca qui per leggere l'articolo de "Il Sole 24 Ore).

Il mondo è in continua evoluzione; le nuove tecnologie si trasformano vertiginosamente, rispetto a quanto avveniva negli anni sessanta. Pertanto, non si può più solo parlare di acquisizione di nuove abilità (up-skilling) bensì, dobbiamo parlare di ri-qualificazione delle abilità già acquisite (re-skilling), per cui ecco riemergere la necessità di una Formazione Permanente.

E quando parliamo di Formazione Permanente, ci riferiamo, sostanzialmente, a due tipologie di acquisizione (up-skilling) e il mantenimento (re-skilling) di conoscenze e competenze: quelle relative alla crescita personale, per la gestione della propria emotività: la capacità di sviluppare “resilienza” in merito a situazioni problematiche che la vita ci pone davanti, facendo in modo di trasformare alcuni aspetti negativi della propria vita, “metabolizzandoli“, al fine di renderli improduttivi, negativamente parlando, ed evitare che questi intacchino altri ambiti della nostra esistenza: lavoro, finanze, relazioni “intrapersonali” e “interpersonali”, salute, ecc. ecc..

Particolare attenzione hanno tutte quella attività formative trasversali, quali: Dinamiche e Tecniche della Comunicazione Efficace; Team Building;Team Working; Leadership; Empatia;  Efficacia Personale; Imprenditività; Creatività; Iniziativa; Execution; Tecniche e Metodi di Apprendimento; Problem Solving; Public Speaking; Pensiero Critico; Sviluppo dell’Intelligenza Emotiva; Gestione dello stress; Gestione delle Emozioni.

L’altra tipologia di Formazione Permanente, riguardano l’acquisizione (up-skilling) e il mantenimento (re-skilling) delle conoscenze e  competenze tecniche necessarie per sviluppare una determinata attività lavorativa produttiva e/o di ricerca e/o di studio.

Le statistiche parlano chiaro: dal 2012 al 2018, la Formazione ha avuto una crescita del 300% e nei prossimi tre anni, in proiezione è previsto che circa 8.000.000 di Italiani si avvicineranno alla Formazione per accrescere le loro conoscenze e competenze, per la loro crescita e lo sviluppo personale e quello tecnico professionale.

Fuori c’è una società esigente e altamente competitiva. Le possibilità che abbiamo sono due: lamentarci delle circostanze, oppure, prendere atto del cambiamento storico sociale, culturale ed economico in atto e formarsi per affrontarlo con i dovuti strumenti.

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