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Il silenzio, uno sguardo, un gesto, il tono di voce "parlano" e "dicono" di più delle parole.


Articolo a cura del Dott. Massimo Catalucci Cr. - Pomezia, 19/12/2018


Si è svolto mercoledì sera, presso l’Hotel Antonella di Pomezia, un entusiasmante corso organizzato dalla NLS Academy, fiore all’occhiello della città pometina nel campo dell’alta Formazione e Sviluppo Personale.L’Accademia, frequentata da allievi provenienti da tutta Italia ed anche dall’estero, vanta un corpo docenti di alto profilo professionale e di fama internazionale, tra questi citiamo Matt Traverso e Stefano Santori.Mensilmente, l’Accademia propone un corso monotematico specifico. Quello di mercoledì era centrato sulla comunicazione tra genitori e figli. Una comunicazione che non considera solo l’aspetto verbale e il contenuto del messaggio, ovvero cosa si vuole trasferire, razionalmente, all’altro/a, bensì, l’importanza del “sottotesto”, una serie di messaggi inconsci, che trasferiamo nel corso delle nostre interazione con i nostri simili (nello specifico Genitori/Figli – Figli/Genitori) e che determinano il risultato della qualità della nostra comunicazione e l’aspetto positivo o negativo della risposta (feedback) che riceviamo dall’altro/dagli altri.

Il bravo relatore, Fabrizio Elviretti, esperto in Comunicazione, in Programmazione Neurolinguistica (PNL) e Tecniche di Ipnosi Regressiva, ha aperto il suo intervento evidenziando che l’atto comunicativo è inevitabile e tutti noi comunichiamo solo per il fatto che esistiamo: i silenzi, gli sguardi, il modo di utilizzare la nostra prossemica (spazio nel quale ci muoviamo intorno a noi), i gesti, così come un semplice sospiro o il mutare improvviso del colore della nostra pelle (immaginiamo ad esempio quando arrossiamo per timidezza), l’utilizzo della voce (tono, volume, ritmo, ecc.) e molto altro, sono tutti “messaggi” che, in qualche modo, captiamo nell’atto comunicativo tra noi e gli altri esseri umani ed hanno un maggiore rilievo nella comunicazione, rispetto al contenuto del messaggio stesso, ovvero, le sole parole che pronunciamo.

Questo perché, bypassano la soglia della coscienza e stimolano il nostro inconscio nel quale risiede, quello che nelle neuroscienze viene chiamato “modello del mondo personale”, un “programma” (lo includiamo tra virgolette per enfatizzare il concetto) nel quale sono racchiuse molte informazioni, tra queste, le nostre credenze e i nostri valori, che fungono da bussola nel corso della nostra vita e alle quali attingiamo, continuamente e inconsciamente, per rispondere agli stimoli che riceviamo nell’interazione con gli altri e con il contesto a noi circostante e per mezzo dei quali, attuiamo dei comportamenti specifici di attrazione o repulsione, attacco o fuga.

Ecco che, quindi, per quanto sopra emerso, la comunicazione è parte integrante di una relazione o se vogliamo, la relazione è parte integrante della comunicazione. In sintesi, questi due aspetti insieme, formano il 100% dell’attività comunicativa tra due o più esseri umani. Visti gli aspetti relativi alla comunicazione ed alla relazione, tutti i messaggi che veicoliamo nella nostra interazione con gli altri, sono determinati, non da “cosa” diciamo ma, da “come” lo diciamo. Infatti, un dato condiviso dal mondo delle neuroscienze, ci indica come la comunicazione “Non Verbale” insieme a quella “Para-Verbale”, occupino il 93% dell’intera comunicazione esercitata dagli esseri umani. 

E laddove le parole che pronunciamo, verbalmente, non sono in sintonia (congrue) con le modalità “Para-Verbali” (tono, volume, ritmo, ecc.) e con quelle “Non-Verbali” (gesti, prossemica, espressioni facciali, ecc.),  creano una distorsione nel nostro messaggio, per cui al nostro interlocutore (in questo caso un Figlio per chi è Genitore o al contrario, un Genitore per chi è Figlio), arriverà una comunicazione diversa da quella che avremmo voluto fargli arrivare e tutto questo, avviene per effetto di “programmi” inconsci.La serata, che è stata condotta magistralmente dal relatore Elviretti, oltre ad offrire spunti riflessivi in merito a “come” comunichiamo piuttosto al “cosa” comunichiamo, ha proposto anche molti esempi pratici che hanno permesso, al pubblico in sala, di comprendere più facilmente, aspetti teorici spesso molto complessi e che riguardano la sfera della “comunicazione emotiva”. 

L’Accademia, ogni settimana, apre le sue porte a chiunque volesse approfondire di più le conoscenze sulle “dinamiche comunicative”,  sulla “comunicazione non verbale” e sulla “comunicazione emotiva”.

Per conoscere gli eventi in programma dell'Accademia recarsi sul sito web: www.nlsformazione.com

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