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Articolo di Massimo Catalucci - 

Quando il Cambiamento è trasformazione? 

Dettagli di un processo naturale di mutamento continuo e inarrestabile


I vocaboli CAMBIAMENTO e TRASFORMAZIONE, spesso nel linguaggio comune assumono lo stesso significato. Eppure, se proviamo ad analizzare più attentamente le due parole ci accorgeremo che hanno delle sostanziali differenze.

Partendo dall’assunto che indicano qualcosa che si modifica e che, in ambo i casi sono insiti il “tempo”, lo “spazio” e il “movimento” (azione), oltre al fatto che sono irrefrenabili e parte di un processo naturale che si manifesta dovunque e comunque, vediamo di capire quali sono le differenze che distinguono questi due processi.

Dicevamo che svolgono un naturale processo nell’esistenza umana e in tutto ciò che ci circonda. Lo stesso Eraclito (maggiore filoso tra i presocratici del VI – V Sec. A.C.), parlando del mutamento che coinvolge ogni cosa esistente, diceva: “Nulla è permanente, tranne che il cambiamento“.  A significare che questo processo è irrefrenabile, costante e continuativo. Tipico è l’esempio del filosofo nella sua descrizione metaforica del fiume: “è impossibile bagnarsi due volte nello stesso fiume, perché dopo la prima volta, sia il fiume (nel suo perenne scorrere) sia l’uomo (nel suo perenne divenire) non sono più gli stessi“.

Se trasportiamo il principio di Cambiamento e Trasformazione in ambito psicoemotivo e personale, vedremo come il primo ha una natura reversibile, mentre l’altro irreversibile.

Cambiamento: mutamento di uno stato psicologico e/o fisico che ha durata periodica ed è reversibile. Un esempio di Cambiamento può essere quando decidiamo di seguire una dieta. 

Parte l'imput dentro di noi che ci dice che dobbiamo agire in un determinato modo e alimentarci in modo specifico e mirato per raggiungere un obiettivo. Spesso capita che, tale processo di cambiamento, ha una durata limitata e poi, si ritorna nella condizione di partenza, ovvero, si abbandonano tali pratiche, mentali e comportamentali. Quindi, emerge la reversibilità suddetta. 

Nel caso della Trasformazione, si deve parlare di qualcosa di più costante, duraturo e continuativo. L’esempio che possiamo fare in questo caso è quello “evolutivo”…”gli esseri umani invecchiano”. Questo processo di trasformazione è inarrestabile ed insito nella vita che conosciamo, oltre che irreversibile. Segue solo una direzione…quella del futuro. 

Un altro esempio può essere fatto con un insetto che da un uovo, si trasforma in larva poi, in crisalide ed infine in farfalla.

Prendendo ad esempio il processo evolutivo della farfalla, lo utilizzeremo come metafora per soffermarci sul concetto di Trasformazione nell’evoluzione umana. Quel mutamento nei nostri pensieri, che genera forti credenze motivanti e stimolanti, che condizionano i nostri comportamenti. 

Comportamenti che generano risposte alle nostre azioni, andando a rafforzare gli stessi nostri pensieri iniziali, in una sorta di circolo “virtuoso” e non “vizioso” che ci proietta in modo propositivo nelle nostre esperienze quotidiane di vita. E’ la costruzione della resilienza che ci permette di affrontare e superare eventi spesso a noi avversi, periodi di difficoltà, con una più forte struttura psicoemotiva.

Quindi, se la Trasformazione è un processo irrefrenabile, nella nostra vita abbiamo due possibilità:

  • accettare in modo passivo tutto ciò che la vita ci riserva e lasciarsi sopraffare dalle onde del mare della Trasformazione;
  • assumersi la responsabilità di ciò che la vita ci riserva e cavalcare le onde del mare della Trasformazione come fossimo degli abili surfisti

Come abbiamo visto, tutto nel nostro universo è mutevole e soggetto a cambiamento, a trasformazione. 

Il termine “Trasformazione” composto da due parole, “Trans” (al di là di…) e “Formazione” (da “Forma”, “Aspetto”…) sta ad indicare che ogni “Forma” (materiale e immateriale) subisce un mutamento nel corso dello spazio e del tempo che la stessa forma occupa e percorre all’interno dell’universo.

Da un punto di vista psicoemotivo, ne consegue che la Trasformazione naturale di qualsivoglia “forma” avviene “con” o “senza” la nostra presa di coscienza di attuare un costante e continuo mutamento nella nostra forma di pensiero e di azione.

Dato che l’universo che conosciamo si muove costantemente nella direzione futura, già questo aspetto rafforza il concetto di trasformazione naturali di ogni cosa. In questo esatto momento, ma forse dovrei dire in un momento passato, visto che il presente non è altro che il futuro di un tempo già trascorso, io stesso, non sono quello che ero fino a qualche secondo fa. 

Mi sono trasformato! Un dato riscontrabile è la vita cellulare continuamente in movimento. Nulla è quindi sempre uguale, subisce una trasformazione continua e costante.

Ecco perché si parla molto oggi di “Sviluppo Personale“.

Gestire la propria “Trasformazione”, inteso prima come forma di pensiero e contestualmente, come forma di azione, comportamento, ci permette di governare al meglio la nostra esistenza evitando di rilassarci troppo su schemi ripetitivi e dannosi per la nostra natura che, come abbiamo visto, è soggetta a cambiamento e trasformazione continui.

Se ci adagiamo sul conosciuto, su quello che abbiamo ottenuto, sia da un punto di vista relazionale (partner, famiglia, amici, ecc.), che in quello economico, o in qualsiasi altro campo in cui ci muoviamo, rischiamo di chiuderci eventuali alternative di crescita personale e di scelta, in particolare, laddove dovessimo incontrare delle difficoltà esistenziali: economiche, conflitti socio relazionali, professionali, ecc..

La Trasformazione Consapevole,  quindi, fa rima con la ricerca continua di miglioramento del proprio status: psicofisico, emotivo, spirituale, sociale ed economico.  

Ancora più semplicemente, vuol dire uscire dalla propria zona di Comfort. 

Sentirsi arrivati ad un obiettivo che ci eravamo prefissati in un qualsiasi campo della nostra vita personale e sociale, sentire di aver raggiunto un proprio adeguato livello, può diventare motivo di “Stasi”  (Va bene così!!! Mi adagio!!!) o “Incentivo” a crescere ulteriormente (Bene!!! Cosa posso fare per mantenere e/o migliorare quello che ho ottenuto?) .

Ad esempio in campo economico e specificamente nel campo imprenditoriale, sappiamo come sia deleterio avere per due anni di seguito gli stessi incassi. Per effetto di una svalutazione, più o meno alta ma, comunque, costante e continua nel tempo, ottenere gli stessi incassi dell’anno prima significa avere una perdita economica ed un blocco della crescita aziendale, quindi perdita di competitività nel mercato.

Trasformazione, può essere quindi considerato anche una condizione di rinnovamento.

Così come nel mondo del lavoro, rinnovarsi è aprirsi a nuove opportunità e tecnologie che possono migliorare la qualità dell’attività professionale alla quale ci dedichiamo; nel rapporto di coppia è scoprire ogni giorno qualcosa di diverso da fare con l’altro/a o per l’altro/a, nella consapevolezza che lo stiamo facendo prima per noi stessi, è sorprendere l’altro/a con parole, gesti che dimostrino la voglia di conquistare giornalmente la sua attenzione.

Ma cosa è necessario fare per attuare una Trasformazione consapevole e produttiva? Molta importanza ha la creatività. Sappiamo che la sola intelligenza logica, razionale, non sempre è sufficiente a determinare un cambiamento integrale, una trasformazione duratura di uno stato mentale, fisico e comportamentale. Ma, se lasciamo spazio anche alla nostra intelligenza emotiva, la nostra mente creativa inizia a produrre valide alternative che possono sviluppare nuove possibilità di scelta che altrimenti non riusciremmo a vedere in situazioni particolari di disagio e stress psicofisici ed emotivi.

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